██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Osimo
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwhgOsimo è un mwhwcomune italiano di mwia34 745 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Ancona nelle mwjgMarche.
Contents
• Clima
• Storia
• Origini
• Simboli
• Altro
• Società
• Cultura
• Musei
• Economia
• Sport
• Calcio
• Ciclismo
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
Territorio
Comune di superficie medio-grande, Osimo si estende su un territorio collinare. Il suo centro storico sorge su due colline affiancate, la più alta delle quali, su cui sorge il mwkwduomo della città, si chiama mwlaGòmero. L'avvallamento fra le due colline, un tempo visibile nella linea del centro storico, è stato pareggiato sempre più ad ogni rifacimento del manto.
Centro abitato
• mwnwBorgo San Giacomo, a nord-ovest di Osimo;
• Borgo Guarnieri (prima detto mwoqFilello): situato a sud del centro storico, appena fuori porta Musone.
Il Borgo è costituito da una serie di casette un tempo tutte uguali, fatte costruire nel mwowCinquecento dalla nobile famiglia Guarnieri per le persone addette al suo servizio.
Clima
Il clima di Osimo è quello tipico del Medio versante Adriatico italiano, ossia di transizione tra clima mediterraneo e clima continentale. Le precipitazioni sono abbastanza regolari e non troppo abbondanti (tra 650 e 700mwra mm annui), con picco tra la fine dell'estate e l'autunno. La zona di Osimo risulta comunque meno piovosa rispetto alla città di mwrqAncona o ai comuni che si trovano a nord del capoluogo (vedi mwrgFalconara Marittima), probabilmente anche a causa dell'ombra pluviometrica esercitata dal mwrwmonte Conero che dista una decina di chilometri in linea d'aria (verso E-N/E). Gli inverni sono generalmente freddi e umidi, con precipitazioni e nebbie abbastanza frequenti. La neve è tutt'altro che rara e in certe occasioni può cadere copiosa: fra le nevicate notevoli degli ultimi anni, si ricordano quelle del gennaio 2005 (con almeno 50mwsa cm di manto bianco) e soprattutto quelle del febbraio 2012, quando lo strato nevoso superò il metro d'altezza dopo circa 10 giorni di precipitazioni pressoché continue. Le estati sono solitamente calde e afose, dominate dalla brezza marina proveniente da E-S/E e intervallate da temporali anche violenti. Un vento caratteristico della zona (come di tutto il medio-basso versante Adriatico) è il mwsqGarbino: questo proviene da O-S/O e fa impennare le temperature, causando nel contempo una drastica diminuzione dell'umidità (effetto mwsgFohn). In presenza di questo vento, d'estate si possono toccare punte sui +40°.
Un evento meteorologico recente, ma che rimarrà per sempre nella storia della città, è la grande alluvione del 16 settembre 2006. In meno di 24 ore caddero fino a 205mwta mm di pioggia, con punte di 150–180mwtq mm in 3 ore. Il risultato fu una disastrosa inondazione nella valle dell'mwtgAspio, tra i comuni di Osimo, mwtwOffagna, mwuaCamerano e mwuqCastelfidardo, con danni per decine e decine di milioni di euro.cite-ref-alluvione-4-0[4]
Origini del nome
Attualmente esistono due ipotesi sull'origine del toponimo "Osimo". Alcuni storici, fra i quali il Grillantinicite-ref-5[5], sostengono che il nome derivi dal termine greco "αὑξάνω", confermato poi dal latino "mwxaaugeo" e poiché i due verbi hanno il significato di accrescere, gli studiosi ritengono che Osimo debba significare "accrescimento", intendendo così quel fenomeno per cui una località, grazie alla sua favorevole posizione geografica, subisce nel tempo uno sviluppo dal punto di vista urbanistico, economico, sociale e culturale.
Secondo l'altra ipotesi, sostenuta da storici quali il tedesco Radke e mwxgGino Vinicio Gentili,cite-ref-6[6] il toponimo avrebbe un'origine umbro-sabina (quindi legata alle mwywgenti picene), analoga al mwzaceltico "Uxama", che significa "alta", "elevata": il nome starebbe pertanto ad indicare la posizione geografica su cui sorge l'abitato, che un tempo si presentava molto più scoscesa e di difficile accesso rispetto ad oggi.
Nel mwzgdialetto locale di campagna, la città si chiama mwzwÒsemo (o mwaaÒsemu); oggi gli osimani e gli abitanti della zona la chiamano comunemente mwaqÒsimo.
Storia
Origini
Le testimonianze archeologiche più antiche attestate nel territorio di Osimo provengono dalla bassa valle del fiume mwbqMusone e del suo affluente di destra mwbgFiumicello: si tratta di numerosi oggetti di selce scheggiati, ritrovati unitamente con ossa di animali e corna di cervo, che si datano al mwbwPaleolitico superiore (mwca40 000-mwcq12 000 anni fa). Nel mwcgIX secolo a.C. sul colle di Osimo e sull'altura di Monte S. Pietro si stanziarono i mwcwPiceni, che diedero vita a due insediamenti distinti con relative mwdanecropoli.
L ' Auximum romana
Con la mwfgmwfwBattaglia di Sentinum (odierna mwgaSassoferrato) del mwgq295 a.C., i mwggRomani iniziarono la conquista del Piceno, coinvolgendo anche Osimo (mwgwAuximum): nel mwha173 a.C.cite-ref-treccani-7-0[7] si ha testimonianza, attraverso un passo dello storico mwiqLivio, che i censori mwigQ. Fulvius Flaccus e mwiwA. Postumius Albinus appaltarono le mura urbiche e decisero la costruzione di mwjatabernae (botteghe) attorno al foro. Considerata l'inespugnabilità dell'abitato e la sua posizione centrale rispetto all'area picena, i Romani decisero inoltre, nel mwjq157 a.C., di dedurvi una mwjgcolonia, iscrivendone i cittadini nella tribù Velina.
Alto Medioevo
In età mwkgaltomedievale, la città continuò a rivestire grande importanza all'interno del Piceno. il suo ruolo strategico è messo in evidenzia dal fatto che vi si svolsero alcuni momenti importanti della mwkwGuerra greco-gotica (mwla535-mwlq553), ovvero quella parte della complessa campagna militare attraverso cui l'imperatore romano d'Oriente mwlgGiustiniano I volle riaffermare la presenza imperiale nel Mediterraneo occidentale. In particolare è da ricordare l'mwlwassedio del 539, conclusosi con la vittoria delle truppe imperiali.
Nel mwmq727-mwmg728 la città fu conquistata dai mwmwLongobardi guidati dal re mwnaLiutprando, che ne fece, insieme ad Ancona, due mwnqducati direttamente alle sue dipendenze, e poli nevralgici per il controllo delle mire espansionistiche del mwngDuca di Spoleto.
Nel mwoa774 il re longobardo mwoqDesiderio minaccia mwogpapa Adriano I, che chiede aiuto al re dei Franchi mwowCarlo Magno, il quale sconfigge il nemico ed annette i territori longobardi al mwpaRegno franco: inoltre, tenendo fede alla promessa del padre mwpqPipino, dona l'mwpgEsarcato e la mwpwPentapoli (de cui fa parte Osimo) al papa, territori che andranno poi a formare il nucleo del nascente mwqaStato della Chiesa.cite-ref-treccani-7-1[7]
Epoca comunale
Agli inizi del mwswXII secolo la città fu una delle prime a diventare mwtaLibero comune, acquisendo grande importanza all'interno della Marca: durante il lungo periodo di lotta tra mwtqGuelfi e ghibellini, Osimo si trovò spesso a parteggiare per i secondi, tanto che sostenne l'arcivescovo mwtgCristiano di Magonza durante l'assedio di Ancona del 1172.cite-ref-treccani-7-2[7]
Come seguace di mwvaManfredi di Svevia, il papa la privò nel 1240 della sede vescovile, che riebbe solo nel 1264cite-ref-treccani-7-3[7] con la sconfitta degli Svevi. Nel 1316 a seguito alla rivolta dei fratelli Lippaccio e Andrea Gozzolini, la città fu dominata da quest'ultimi.cite-ref-treccani-7-4[7] Ma nel 1320 Osimo venne di nuovo scomunicata dal papa,cite-ref-treccani-7-5[7] che la privò anche del mwyqtitolo di città. Questo indebolì fortemente Osimo e i cittadini, sobillati dai Guelfi, si ribellarono e i fratelli furono costretti ad abbandonare la città nel 1329.cite-ref-treccani-7-6[7] Tornati di nuovo poco dopo, i Gozzolini vennero definitivamente cacciati il 13 giugno 1337 dall'intervento di mwzgMalatesta Guastafamiglia, chiamato al governo dal popolo.cite-ref-treccani-7-7[7] Tuttavia ben presto Malatesta divenne capitano dei mw0wFiorentini e lasciò la città. Così gli Osimani chiamarono al governo diversi condottieri per non doversi assoggettare ancora al dominio papale e perdere la propria autonomia.cite-ref-treccani-7-8[7]
Le signorie e il papato
La Chiesa adottò una strategia pacificatrice dei legati pontifici, specialmente del cardinale mw2gEgidio Albornoz, così Osimo si riconciliò con la Chiesa e nel 1368 riebbe la sede vescovile e il titolo di città.cite-ref-treccani-7-9[7]
Tuttavia le lotte delle varie signorie con la Chiesa non cessarono, infatti i Malatesta ebbero la città in alterna vicenda fino al 1417, quando mw4apapa Martino V li fece cacciare dal vescovo di Ancona.cite-ref-treccani-7-10[7] Nel 1433 Osimo viene presa da mw5qFrancesco Sforza, mandato da mw5gFilippo Maria Visconti, mw5wduca di Milano, per indebolire il potere papale, che ne fece il centro delle sue operazioni militari nelle mw6aMarche; ma nel 1443, avvicinandosi mw6qAlfonso V d'Aragona col suo esercito per recuperarle al pontefice, gli osimani si ribellarono allo Sforza il 19 di agosto e tornarono alla diretta dipendenza della Chiesa.cite-ref-treccani-7-11[7]
Nel 1486 il capitano di ventura, osimano, mw7wBoccolino di Guzzone con l'aiuto del popolo riuscì ad impadronirsi della città. Ricorse perfino al sultano mw8aBayezid II per averne l'appoggio contro il papa. Ma le truppe papaline di mw8qGian Giacomo Trivulzio riuscirono ad assoggettare la città il 2 agosto 1487.
Dal 1487 la città tornò definitivamente sotto il dominio dello mw8wStato Pontificio, del quale seguì le vicende perdendo la sua autonomia per sempre. In età moderna, il progressivo restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì l’affermazione di un’oligarchia cittadina, configuratasi come mw9anobiltà civica. Questo periodo pacifico, ma di stagnazione, fu rianimato dall'istituzione del mw9qCollegio Campana, che richiamò illustri insegnanti ed allievi, divenuti poi famosi, come i papi mw9gLeone XII e mw9wPio VIII.
Occupazione francese e successiva annessione al Regno d'Italia
Durante l'mw-goccupazione napoleonica Osimo fu sottomessa dai francesi ed entrò a far parte del mw-wDipartimento del Musone. Nel 1803 vennero nominati dal mw-aviceré del Regno d'Italia mw-qEugenio Napoleone i membri del consiglio comunale della cittadina: Scotta Paolo, Fiorenzi Luigi, Costici Saverio, Pranzetti Antonio, Ungarini Vincenzo, Cappanova Pietro, Francesconi Girolamo e Bonfigli Andrea.cite-ref-8[8]
Successivamente venne poi restaurato il mwaqmgoverno pontificio, ma ebbe vita breve in quanto ben presto molti abitanti, guidati dal conte mwaqqFrancesco Fiorenzi, imbracciarono le armi e combatterono per l'indipendenza dell'Italia nella storica mwaqubattaglia di Castelfidardo del 18 settembre mwaqy1860. Col mwaqcplebiscito del successivo novembre, Osimo entrò a far parte del mwaqgRegno d'Italia.
Storia contemporanea
Nella mwaq8Prima guerra mondiale era sede della mwara102ª Squadriglia del mwareCorpo Aeronautico del mwariRegio Esercito.
Dopo i bombardamenti di Ancona dell'ottobre 1943, Osimo assunse il ruolo di capoluogo di regione in quanto tutti gli uffici statali vennero trasferiti in città fino alla sua capitolazione. Osimo venne liberata dai partigiani della V div. Garibaldi Marche il 6 luglio 1944 ma la dura mwarqBattaglia del Musone durò fino al 18 luglio successivo. Secondo il generale polacco mwaruAnders la battaglia che dipanò nelle campagne tra Osimo e Filottrano fu la più cruenta per l'esercito polacco dopo quella di Montecassino. L'abbattimento della Linea difensiva tedesca "Edith" lungo il fiume Musone permise l'occupazione del porto di Ancona, cosa questa che accelerò l'assalto alla Linea Gotica trovandola impreparata.
Il mwarctrattato di Osimo, firmato il 10 novembre 1975 nella villa Monte San Pietro, di proprietà del conte Giulio Leopardi Dittajuti,cite-ref-9[9] sancì l'appartenenza alla mwarwJugoslavia della Zona B dell'ex mwar0Territorio Libero di Trieste (ovvero dell'mwar4Istria nord-occidentale), e l'appartenenza all'Italia della Zona A (corrispondente alla mwar8provincia di Trieste). Oggi il territorio dell'ex Zona B appartiene in parte alla mwasaSlovenia e in parte alla mwaseCroazia.
Il 16 settembre 2006 Osimo ed alcuni comuni limitrofi, in particolare le frazioni di Aspio ed mwasmOsimo Stazione sono stati colpiti da una mwasqalluvione che ha causato ingenti danni alle industrie del luogo.cite-ref-alluvione-4-1[4]
Dal 2015, per le vie del centro storico nell'ultima domenica di agosto, viene svolta la rievocazione storica in costume "Osimo Rivivi '700" in memoria della consegna della bandiera saracena alla città avvenuta nel 1723.
Simboli
Lo stemma della città di Osimo è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica dell'8 giugno 2007.cite-ref-10[10]
«Di azzurro, al
castello
di cinque torri, di rosso, mattonato di nero, merlato alla guelfa, le torri ognuna di cinque, il fastigio di venticinque, la torre centrale più alta e più larga, le torri intermedie di altezza e larghezza mediane, le torri laterali strette e di minore altezza, la torre centrale finestrata di due in palo, di nero, le altre finestrate di uno, dello stesso; esso castello chiuso di nero e accompagnato da due leoni illeoparditi d'oro, affrontati, posti in punta. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero, VETUS AUXIMON. Ornamenti esteriori da Città.»
Il gonfalone è un drappo troncato di rosso e di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Duomo di San Leopardo
Dalla piazza del comune, salendo per la via dell'Antica Rocca (conosciuta ad Osimo come mwat8la Costa del Domo), si arriva sulla sommità del colle Gòmero, sul quale sorge la mwauaCattedrale di San Leopardo (più semplicemente chiamata "duomo"), un esempio di architettura mwaueromanico-mwauigotica delle mwaumMarche.
L'originaria struttura, edificata a cavallo tra mwauuXII e mwauyXIII secolo, subì varie modifiche nel corso del tempo, senza mai perdere l'antica austerità, che si riflette ancora oggi nell'esterno (arricchito dal grande mwaucrosone e dai portali in pietra) e nell'interno a tre mwaugnavate.
All'interno della cattedrale è visitabile anche la mwauocripta, costruita nel 1191 da Mastro Filippo, in cui sono custoditi i mwaussarcofagi con le mwauwreliquie dei primi mwau0martiri (mwau4Sisinnio, mwau8Fiorenzo e mwavaDiocleziano, lapidati l'11 maggio mwave304 d.C. sotto l'imperatore mwaviDiocleziano) e dei santi vescovi osimani. Sempre all'interno è conservato presso la seconda cappella a sinistra, Il Cristo in Pietà del mwavmGuido Reni.
Nella prima cappella a destra, realizzata dall'architetto Costantini (autore della chiesa neorinascimentale di Campocavallo), vi è un grande crocifisso ligneo del XII secolo, probabilmente gnostico, con la singolare caratteristica del Cristo di apparire a seconda della luce in forma maschile (faretto diretto) o in quella femminile (senza faretto con il lucernario a mezzogiorno). Adiacente alla cattedrale si trova il mwavubattistero: l'edificio, di origine mwavyquattrocentesca, venne sottoposto a restauri agli inizi del mwavcSeicento per volere del vescovo Galamini. Degni di nota il soffitto a cassettoni lignei, opera dell'artista Antonio Sarti di mwavkJesi, e il mwavofonte battesimale in mwavsbronzo creato dai fratelli mwavwPier Paolo e mwav0Tarquinio Jacometti di mwav4Recanati nella prima metà del mwav8XVII secolo.
Basilica di San Giuseppe da Copertino
La mwawobasilica, situata dietro piazza Boccolino, la principale piazza del centro, conserva al suo interno le spoglie di san mwawsGiuseppe da Copertino, mwawwpatrono di Osimo e santo protettore degli studenti. La chiesa era storicamente conosciuta come basilica di San Francesco, poiché inizialmente intitolata a mwaw0Francesco d'Assisi (venne costruita, infatti, poco dopo la visita del santo in città, avvenuta nel 1220). Solo nella seconda metà del mwaw4XVIII secolo, in occasione della mwaw8canonizzazione di frate Giuseppe, si è cambiata la titolazione della chiesa. L'interno della struttura è stato allora totalmente rinnovato, conservando solo all'esterno l'austera semplicità dell'originario mwaxastile romanico-mwaxegotico. All'interno della basilica è possibile visitare la mwaxicripta (dove è custodito il corpo del santo) e le stanze, oggi adibite a mwaxmmuseo, dove Giuseppe trascorse gli ultimi anni di vita.
Inoltre, nel secondo altare di sinistra si conserva una mwaxuMadonna col Bambino e Santi di mwaxyAntonio Solario (mwaxc1503).
Chiesa di San Marco
Situata nei pressi della porta Vaccaro (accesso orientale al centro storico), è l'unica testimonianza di un complesso conventuale edificato agli inizi del mwaxsXIV secolo, poi modificato nel corso del mwaxwXV secolo dai frati mwax0domenicani. Il fastoso interno mwax4barocco, a mwax8navata unica, custodisce una solenne mwayapala d'altare raffigurante la mwayeMadonna del Rosario con mwayiSan Domenico e mwaymSanta Caterina da Siena, opera del mwayqGuercino. Sul secondo altare della parete sinistra si conserva l'unico frammento della chiesa antica: un affresco rappresentante la mwayuMadonna col Bambino tra San Domenico e San Pietro martire, realizzato negli anni venti del mwayyQuattrocento da mwaycPietro di Domenico da Montepulciano.
Chiesa di San Filippo
Nei pressi dei giardini pubblici di piazza Nuova si trova la piazza San Filippo, dove sorgono l'omonima chiesa in stile mway8barocco ed il palazzo della nobile famiglia Acqua.
Chiesa di San Filippo Apostolo (detta mwazide' Plano) e relativa precettoria templare (località Casenuove)
Nella frazione Casenuove (l'antica Monte Torto) si trova la chiesa di San Filippo Apostolo, presso cui venne istituita in epoca medioevale un'antica mwazqprecettoria mwazutemplare, sede dell'ordine dal 1167 fino al 1317, quando la proprietà passò all'mwazyOrdine degli Ospitalieri.cite-ref-11[11] Fu il più importante stanziamento templare della mwazsMarca Anconitana.cite-ref-12[12]
L'edificio principale è stato rimaneggiato più volte nel corso dei secoli ed è attualmente adibito a residenza privata, mentre la chiesa di San Filippo de' Plano ha subito un ampliamento nel mwaaeXVIII secolo, con costruzione di una mwaaisagrestia, ma mantenendo intatte le dimensioni originarie della navata unica, costruita secondo i principî della mwaamsezione aurea, che le conferiscono una eccezionale acustica, oltre a proporzioni geometriche armoniose.cite-ref-13[13]
Agli inizi del mwaasXX secolo ne corso di scavi archeologici, venne alla luce, nel terreno circostante, una mwaawnecropoli dei mwaa0Galli Senoni risalente al mwaa4V secolo a.C., i cui reperti sono tuttora conservati nella mwaa8sezione gallica del mwabaMuseo archeologico nazionale delle Marche ad Ancona.
Chiesa di San Sabino
Chiesa parrocchiale dell'omonima frazione, situata a tre chilometri ad est della città lungo la provinciale per mwabqCastelfidardo.
Santuario della Madonna di Campocavallo
Il santuario della Vergine Addolorata di mwaboCampocavallo è situato a circa tre chilometri da Osimo in direzione sud, nella frazione omonima; la chiesa, in mwabslaterizio, di stile mwabwneo-rinascimentale, fu costruita nel 1893 per volere di Don Giovanni Sorbellini su progetto di Costantino Costantini e venne consacrata nel 1905. Venne dedicata alla mwab0Vergine Addolorata in seguito ad un prodigio avvenuto nel 1892.
Architetture civili
Palazzo Comunale
Il complesso del palazzo comunale è costituito da tre corpi distinti, edificati in varie epoche. L'edificio principale, che si affaccia sulla mwacgPiazza del Comune, presenta una facciata in cotto rosso movimentata da tre piani di finestre incorniciate entro elementi in pietra (opera dell'architetto militare Pompeo Floriani di mwackMacerata). I lavori per la costruzione durarono a lungo: una delibera dell'8 agosto 1457 evidenzia la volontà dell'amministrazione di voler realizzare una nuova sede, ma verrà completata solo nel 1678.
Accanto al lato orientale del palazzo svetta la mwacstorre civica, di epoca duecentesca e acquistata dal Comune nel 1366: l'altezza attuale risale ad una modifica del 1538. Alla base, costituita da uno zoccolo in pietra che riutilizza materiale lapideo preso da precedenti costruzioni, si apre una porticina sopra la quale sono visibili le misure in ferro del mwacwbraccio, del coppo e del mattone, affisse nel mwac0XVIII secolo.
L'ultimo corpo ad essere realizzato è quello rivolto verso mwac8Piazza Boccolino: la struttura venne costruita in seguito alla demolizione del mwadaPalazzo del Governatore e della chiesa di mwadeSanta Maria della Piazza, detta mwadidella Morte perché vi aveva sede la mwadmconfraternita omonima, che aveva il compito di accompagnare in chiesa le salme di coloro che morivano in città e di assistere i condannati a morte nelle ultime ore di vita.
La parte più interessante del complesso comunale è senz'altro l'mwaduatrio, dove ha sede il mwadyLapidarium: la raccolta comprende mwadcstatue, mwadgepigrafi, mwadkbassorilievi di mwadoepoca romana ed elementi architettonici provenienti da edifici mwadsmedievali e mwadwrinascimentali. Le sculture, che rappresentano personaggi romani in mwad0toga e in seminudità eroica, hanno tutte la particolarità di essere acefale: questa loro caratteristica ha dato luogo ad un nomignolo attribuito agli abitanti di Osimo, chiamati appunto "mwad4i Senza Testa".cite-ref-14[14]
All'interno dell'atrio sono conservati 3 antichi pezzi d'mwaeqartiglieria, tra cui due cannoni in bronzo di provenienza napoletana e di epoca risorgimentale e la mwaeuriproduzione di una bombarda quattrocentesca, varie palle in pietra ed un carro militare del 1859-60. La bombarda, il cui originale è conservato oggi al mwaeyMuseo storico nazionale dell'artiglieria di mwaecTorino, è chiamata "mwaegMisbaba", in dialetto anche "mwaekCannò de Figo".
Palazzo Campana
L'imponente edificio, un tempo di proprietà della famiglia Campana (estintasi alla fine del mwafmXVII secolo), nel 1718 venne destinato a sede di mwafqCollegio e mwafuSeminario, comportando una serie di modifiche alla struttura originaria. La notevole fama raggiunta dall'Istituto (vi studiarono anche i futuri papi mwafyLeone XII e mwafcPio VIII e il mwafgtriumviro della mwafkRepubblica Romana mwafoAurelio Saffi), costrinse la curia a prendere in esame progetti di ampliamento, che furono affidati ad mwafsAndrea Vici, allievo di mwafwLuigi Vanvitelli. Nel nuovo corpo di fabbrica, edificato sul lato occidentale dell'originario edificio, il Vici ideò ed eseguì su tre piani il teatrino, il mwaf0refettorio e la cappella, seguendo un identico disegno di forma ellittica.
Oggi il palazzo è sede dell'mwaf8Istituto Campana per l'Istruzione Permanente; nell'ala ovest sono inoltre ospitati la mwagaBiblioteca Comunale "Francesco Cini" e l'mwageArchivio Storico Comunale.
Nell'ala orientale dell'edificio, in locali già adibiti a granaio e forno, è situato il mwagmMuseo Civico (inaugurato nel 2000), ampliamento dell'originaria Civica Raccolta d'Arte del 1980. Nel 2002, all'interno di alcune sale attigue alla cappella ideata dal Vici, è stata inaugurata la mwagqSezione Archeologica del Museo Civico.
Palazzo Gallo
L'edificio, situato lungo il corso principale della città, venne fatto costruire come residenza privata da Antonio Maria Gallo, vescovo della mwag8diocesi di Osimo, nel primo ventennio del mwahaXVII secolo. La facciata si presenta a tre piani, contrassegnati ognuno da undici grandi finestre ornate da cornici in pietra d'Istria e alla cui base corre una fascia di pietra con funzione di mwahemarcapiano. Il piano nobile si compone di varie sale, tra le quali spicca il salone dei ricevimenti, il cui soffitto è stato affrescato da mwahiCristoforo Roncalli (detto il Pomarancio) nel 1614. L'mwahmaffresco, che copre l'intera superficie della volta, è suddiviso in riquadri incorniciati in stucco bianco e oro zecchino, ornati da mwahqcandelabri con teste di mwahuputti a rilievo: nello spazio centrale è raffigurato il mwahyGiudizio di Salomone, compreso tra due grandi figure allegoriche (la mwahcSapienza Umana e la mwahgSapienza Divina). Oggi il palazzo è sede dell'mwahkUnicredit.
Teatro La Nuova Fenice
Fu costruito tra il 1773 e il 1785 su progetto di mwah8Cosimo Morelli (1733-1812). Abbattuto nel 1885 per ragioni statiche, venne rifatto tra il 1887 e il 1892, su disegno di Gaetano Canedi (1836-1889). Sede di importanti stagioni liriche e di prosa, rappresentazioni di concerti, balletti.
Ville d'epoca
Il territorio osimano e ricco di ville patrizie, casini di caccia e residenze estive nobiliari. Fra queste le principali sono villa Briganti-Bellini, villa Bigatti (già Frampolli), villa Blasi, villa Borromei, villa Leopardi-Dittaiuti (a Monte Santo Pietro), villa Egidi, villa Fiorenzi (a Monte Cerno), villa Frampolli, villa Gallo, villa Honorati, villa Montegallo, villa Nappi, villa Orsi Fagioli (Cont'Orsi), villa Simonetti, villa Sinibaldi e villa ex Zoppi.
Fonte Magna
Il nome è attribuito al passaggio di mwaiwPompeo Magno ad Osimo durante la guerra civile contro mwai0Cesare, in realtà deve il suo appellativo al fatto di essere una delle più importanti fonti di approvvigionamento idrico della città. La fonte riveste grande importanza nel panorama archeologico marchigiano, in quanto è uno dei pochi monumenti citati da fonti storiche: mwai4mwai8Procopio di Cesarea nel suo mwajaDe Bello Gothicocite-ref-15[15] ne dà un'accurata descrizione, narrando come l'architettura fosse al centro della tattica utilizzata da mwajuBelisario (comandante dei mwajyBizantini) che voleva espugnare la città allora in mano ai mwajcGoti.
La struttura, come si presenta oggi, è composta da un tratto di muro in mwajkcalcestruzzo, che presenta a varie altezze incavi probabilmente destinati all'alloggio della decorazione o del sistema portante della copertura; a fianco due vasche, una più alta ed una più bassa con la parte sommitale inclinata come lavatoio, probabilmente realizzate nel mwajoXIV secolo. A lato delle vasche sono collocati sei gradini, affiancati, in posizione più elevata, da una struttura interpretata come pozzo. Fonte Magna appartiene ad una delle tipologie più frequenti di mwajsfontane monumentali: quelle ad mwajwesedra semicircolare; con ogni probabilità aveva una copertura a volta e decorazioni architettoniche all'interno. Dallo studio del tipo di mwaj0opera cementizia utilizzata nella realizzazione, la fonte si può datare tra mwaj4I secolo a.C. e il mwaj8I secolo d.C.
Le grotte
Il sottosuolo di Osimo è percorso da una fitta rete di mwakogallerie, cunicoli ed ambienti sotterranei scavati a più livelli, spesso collegati tra loro verticalmente mediante pozzi o camini percorribili tramite tacche o pedarole. Scarse sono le fonti scritte e rari i documenti che contengono notizie di tali grotte. Questo silenzio si deve probabilmente a ragioni di segretezza derivanti dalla necessità di salvaguardare nascondigli e vie di fuga indispensabili alla difesa e alla sopravvivenza di un'intera comunità in situazioni di pericolo e di emergenza.
L'uso di queste cavità è comunque riconducibile a quattro principali tipologie individuate secondo le loro diverse caratteristiche: si riconoscono infatti grotte realizzate per scopi difensivi riconoscibili lungo tutta la rete ipogea, cunicoli idraulici a servizio di cisterne e fonti, ambienti particolari costituiti da sale circolari presumibilmente frequentate per scopi rituali o come luoghi di riunione, ed infine grotte che rivelano tracce di uso abitativo presenti soprattutto nel versante meridionale del colle nei pressi di Porta Musone.
Molteplici e differenti sono le rappresentazioni che si ritrovano all'interno delle grotte: dai mwak0bassorilievi di carattere religioso custoditi all'interno delle mwak4Grotte del Cantinone, ai simboli legati alla presenza dei mwak8cavalieri templari dal 1167 al 1317 e del mwalaSovrano militare ordine di Malta, come la "triplice cinta" e la croce a otto punte, visibili all'interno delle mwaleGrotte Simonetti.
Un caso a sé costituiscono le grotte sottostanti mwalmPalazzo Campana denominate mwalqGrotte di Piazza Dante: all'interno si trovano infatti due gallerie le cui pareti e volte sono piene di bassorilievi con allegorie di significato esoterico.
Architetture militari
Porta San Giacomo
Era l'ingresso settentrionale alla città. La struttura, incorporata nella mwal0Rocca Pontelliana (fatta realizzare da mwal4papa Innocenzo VIII nel 1487), presenta sui conci dell'arco la scritta "mwal8Vetus Auximum".
Porta Musone
Situata lungo il tratto meridionale delle mura, in età mwammmedievale era denominata "Caldararia" per la presenza nella zona di alcune botteghe di calderai e stagnai. La struttura alla base presenta elementi romani (grandi blocchi di mwamqarenaria, con cui sono state realizzate anche le mura urbiche), su cui in epoca medievale è stato appoggiato un mwamutorrione di difesa. L'arco, anticamente, costituiva l'ingresso in città dalla diramazione della mwamyvia Flaminia (la strada consolare che collegava mwamcRoma a mwamgRimini attraverso mwamkFano) che, staccandosi dal percorso principale all'altezza di mwamoNuceria Camellaria (mwamsNocera Umbra), conduceva fino ad mwamwAncona passando proprio per Osimo.
Porta Vaccaro
Si apre sul lato orientale della cinta muraria. Probabilmente il nome deriva dal fatto che, in un luogo poco distante, si svolgeva un tempo il mercato bovino. In origine la struttura era formata da un solo mwanafornice, poi nel 1937 venne ampliata con l'aggiunta ai lati di due passaggi pedonali: per questo motivo oggi la porta è comunemente detta "Tre archi".
Altro
La Gironda
Si tratta di una scultura collocata al centro della mwanurotatoria Mindolo e rappresenta la "nuova porta" della città; è alta più di 9 metri ed è lavorata in mwanybronzo e mwancferro corten. Venne realizzata dallo scultore Franco Torcianti tra il 2006 e il 2007. Presenta alla sommità due figure femminili che sembrano aprire in volo un portale decorato con cuspidi e sbalzi.
Siti archeologici
Numerosi reperti di mwanofittili ad uso domestico, risalenti all'mwansEtà del ferro e agli mwanwinsediamenti piceni, furono rinvenuti agli inizi del mwan0XX secolo, nel corso della realizzazione della copertura del "Mercato Coperto" (nel mwan4centro storico di Osimo) e sulla limitrofa area collinare, oltre a molteplici manufatti di età romana.cite-ref-16[16]cite-ref-17[17] Il primo accenno rintracciato relativo al commercio di materiale fittile risale agli mwaocStatuti osimani (1308-1342) quando, riguardo ai mwaogdazi doganali, viene accennata la vendita di vasellame, con la determinazione di tariffe (e sanzioni) per esportazioni e importazioni. Nel mwaokcorpus degli statuti trecenteschi fu stabilito, inoltre, che il legname della foresta delle zone Aspio e Montegallo fosse riservata a fornaci impiegate anche dai vasai. Nel mwaooIV secolo, nell'odierna località Casenuove, fu realizzato un sito per la lavorazione ceramica (e metallurgica).cite-ref-18[18]
Nel 1548 il ceramista Cipriano Piccolpasso detto il Durantino nel suo famoso mwapeLi tre libri dell'arte del vasaio codifica luoghi e tradizioni ceramiste del centro-nord Italia fra le quali cita la Marca Anchona. Il Piccolpasso identifica in questo territorio fiumi,cave e fornaci che sono però inesistenti nel capoluogo ma ben presenti e citati già negli statuti trecenteschi di Osimo, comune al tempo inserito nella Marca Anconitana. Reperti si trovano già dell'età del bronzo mentre fornaci e cave sono in qualche modo ancora oggi visibili. Nel mwapmcensimento datato 1569, fra le occupazioni più rilevanti della popolazione di Osimo, risulta l'attività di vasaio. L'incremento considerevole della produzione dei vasai è testimoniata nelle mwapqRiformanze osimane del 1645 (deliberazioni del Consiglio legislativo comunale). Fra i ceramisti osimani recenti si possono annoverare Virgilio Carotti, Elmo Cappannari e Diego Pericoli.
Nel giugno del 2016, sotto il mwapyloggiato comunale, sono stati ritrovati reperti ceramici databili fra il mwapcXIV secolo e il mwapgXV secolo.cite-ref-19[19]
Area archeologica di Monte Torto
Situata in località Casenuove, presenta un impianto produttivo di mwaqietà romana costituito da frantoi vinari e oleari. La struttura sorgeva vicina ad un'importante via di comunicazione e su terreno fertile (quindi adatto all'agricoltura), le sorgenti d'acqua facilitavano l'irrigazione e l'abbeveraggio del bestiame. L'impianto fu frequentato assiduamente dal I secolo a.C. fino al IV-V secolo d.C.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Lingue e dialetti
Il vernacolo di Osimo fa parte delle parlate della provincia di Ancona connesse con i mwarcdialetti umbri centro-settentrionali e con il mwargromanesco (queste grandi aree formano insieme la cosiddetta fascia perimediana). L'osimano si distingue dall'anconitano per la minore presenza degli elementi gallo-italici che caratterizzano la parlata del capoluogo. Infatti mentre l'anconitano, e in parte il perugino, possono essere considerati vernacoli anomali all'interno della loro area, il dialetto osimano può essere considerato a tutti gli effetti una parlata centrale, in quanto presenta tratti tipici dei mwarkdialetti mediani, come la conservazione delle consonanti doppie e l'mwaroassimilazione progressiva ND > NN (es. quando > mwarsquanno). Tuttavia, la particolare mescolanza di forme grammaticali, fonetiche e lessicali di origine diversa che esso mostra, data la particolare posizione della città come crocevia linguistico fra Ancona, Jesi-Fabriano e Macerata, fa del dialetto osimano una parlata caratteristica e inconfondibile.
Istituzioni, enti e associazioni
Ad Osimo vi è la sede principale della mwar4Lega del filo d'oro, mentre l'mwar8ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) assegna annualmente nella città (presso il Teatro La Nuova Fenice) il prestigioso Premio Nazionale ANPI "Renato Benedetto Fabrizi".cite-ref-22[22]
Cultura
Biblioteche
All'interno del Palazzo Campana si trova la mwaskBiblioteca comunale Francesco Cini, fondata nel 1675, contenente più di mwaso100 000 volumi storici. Annessa è l'mwassemeroteca, che conserva copie di mwasw2 000 mwas0periodici, di cui 120 di epoca corrente. Dal 2011, inoltre, nei locali sottostanti la biblioteca viene conservato l'mwas4archivio storico comunale.
Musei
Museo diocesano
Il Museo diocesano, allestito all'interno degli antichi appartamenti episcopali, raccoglie una serie di testimonianze che ben illustrano la storia della comunità osimana dall'epoca romana fino ai giorni nostri. Sono esposte opere di vario genere: dai manufatti marmorei di epoca medievale (come la lastra tombale di mwatqSan Vitaliano dell'mwatuVIII secolo e il meraviglioso schienale di mwatycattedra episcopale del mwatcXIII secolo) a dipinti di varie epoche, tra cui il mwatgpolittico del 1418 attribuito a mwatkPietro di Domenico da Montepulciano e una mwatoMadonna con Bambino e Santi realizzata nel 1585 da mwatsSimone De Magistris. Una sezione a parte è dedicata al cosiddetto "tesoro" della cattedrale, che raccoglie mwatwparamenti liturgici e argenti appartenuti ai vari vescovi: una menzione particolare merita il mwat0Reliquiario della mwat4Santa Croce attribuito a mwat8Gian Lorenzo Bernini, che secondo la tradizione conterrebbe una scheggia della Croce del Signore.
Museo civico
Nel 1980 venne inaugurata la mwauqCivica Raccolta d'Arte che, solo venti anni dopo, nel 2000, verrà implementata e collocata definitivamente nell'ex granaio di mwauuPalazzo Campana, andando a costituire l'attuale mwauyMuseo Civico.
Opere d'arte
Molte opere provengono dalla civica raccolta, altre sono state recuperate da chiese in cattivo stato di conservazione, altre ancora (per lo più appartenenti alla sezione moderna) sono state donate da privati: coprono un arco temporale molto vasto, che va dal mwauoXIII secolo (come la scultura della mwausMadonna con Bambino ed Angeli) fino al mwauwXX secolo, con le tele degli osimani Giovan Battista Gallo ed Elmo Cappannari, i disegni di mwau8Luigi Bartolini e le incisioni di mwavaBruno Marsili (detto "Bruno da Osimo"). Tra le opere più importanti ci sono: mwaveL'Incoronazione della Vergine e Santi, mwavipolittico di mwavmAntonio e mwavqBartolomeo Vivarini (1464), gli mwavuaffreschi del mwavyXIV secolo di mwavcAndrea di Deolao de' Bruni (detto Andrea da Bologna), i dipinti di mwavgClaudio Ridolfi e un mwavkS. Francesco d'Assisi attribuito da mwavoVittorio Sgarbi al mwavsGuercino.
Manufatti
All'interno di alcune sale del museo vengono conservati diversi reperti archeologici che testimoniano l'antica storia cittadina. Le testimonianze più antiche sono costituite da una serie di mwav8manufatti litici ascritti al mwawaPaleolitico superiore; al periodo piceno risalgono le mwawefibule, il mwawimorso di cavallo in bronzo (mwawmVIII secolo a.C.) e vari materiali ceramici, tra cui una coppa di provenienza mwawqattica a mwawufigure rosse del mwawy460 a.C. Non mancano reperti risalenti l'mwawcetà romana, durante la quale la città visse un periodo di grande splendore: ne sono prova la mwawgtesta di vecchio, la mwawkstele funeraria con coppia maritale (risalente ai primi decenni del mwawoI secolo d.C.) e la gran quantità di reperti provenienti sia dalla colonia che dall'mwawsarea archeologica di Monte Torto, come mwawwlucerne, monete e ceramiche da mensa.
Altri musei
• Museo del Figurino Storicocite-ref-23[23]
• Museo della Banda di Osimocite-ref-24[24]
• Museo San Giuseppe da Copertinocite-ref-25[25]
Economia
Osimo sorge su due colline, in un territorio particolarmente fertile dove vengono coltivati mwayifrumento, mwaymcereali, mwayqortaggi, mwayufrutta e mwayyviti. Vi sono piccole industrie ed aziende artigianali. Per quanto riguarda l'mwaycartigianato in particolare, il comune è conosciuto per la lavorazione del mwaygrame, finalizzata alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, che spazia dal vasellame alle anfore.cite-ref-aci-26-0[26]
Infrastrutture e trasporti
Il comune è servito dalla mwazqstazione di Osimo-Castelfidardo sulla mwazuferrovia Adriatica ed è interessato dalla mwazystrada statale 16 Adriatica e dall'mwazcautostrada A14, oltre che da diverse mwazgstrade provinciali.
Amministrazione
Sindaci dal 1860 al 1946 [ 27 ]
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 novembre 1860 | aprile 1862 | Sinibaldo Sinibaldi | | Sindaco | [ 27 ] |
| maggio 1862 | dicembre 1862 | Francesco Leopardi | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1863 | marzo 1863 | Zenocrate Cesari | | Delegato straordinario | [ 27 ] |
| aprile 1863 | dicembre 1867 | Vincenzo Rossi | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1868 | dicembre 1875 | Francesco Fiorenzi | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1876 | dicembre 1878 | Vincenzo Rossi | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1879 | agosto 1880 | Zenocrate Cesari | | Sindaco | [ 27 ] |
| settembre 1880 | dicembre 1884 | Francesco Fiorenzi | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1885 | dicembre 1888 | Alessandro Lardinelli | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1889 | dicembre 1891 | Francesco Fiorenzi | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1892 | settembre 1898 | Alessandro Lardinelli | | Sindaco | [ 27 ] |
| ottobre 1898 | dicembre 1909 | Cesare Gambini | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1910 | dicembre 1916 | Antonio Lardinelli | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1917 | marzo 1922 | Cesare Gambini | | Sindaco | [ 27 ] |
| aprile 1922 | giugno 1923 | Giovanni Ippoliti | | Sindaco | [ 27 ] |
| luglio 1923 | giugno 1924 | Masaniello Roversi | | Commissario | [ 27 ] |
| luglio 1924 | dicembre 1926 | Piero Gallo | | Sindaco | [ 27 ] |
| gennaio 1927 | ottobre 1929 | Piero Gallo | Partito Nazionale Fascista | Podestà | [ 27 ] |
| novembre 1929 | maggio 1930 | Guido Santini | Partito Nazionale Fascista | Podestà | [ 27 ] |
| giugno 1930 | novembre 1930 | Filiberto Romanetti | | Commissario | [ 27 ] |
| dicembre 1930 | marzo 1933 | Gualtiero Zoppi | Partito Nazionale Fascista | Podestà | [ 27 ] |
| aprile 1933 | giugno 1937 | Ettore Davalli | Partito Nazionale Fascista | Podestà | [ 27 ] |
| luglio 1937 | giugno 1942 | Ubaldo Cardinali | Partito Nazionale Fascista | Podestà | [ 27 ] |
| luglio 1942 | maggio 1943 | Goffredo Fagioli | | Commissario | [ 27 ] |
| giugno 1943 | agosto 1943 | Angelo Rubini | | Commissario | [ 27 ] |
| settembre 1943 | ottobre 1943 | Eduardo Crescenzi | | Commissario | [ 27 ] |
| novembre 1943 | 6 luglio 1944 | Amilcare Cristallini | | Commissario | [ 27 ] |
| 7 luglio 1944 | 4 febbraio 1945 | Giannetto Canapa | | Sindaco | [ 27 ] |
| 5 febbraio 1945 | 27 marzo 1945 | Ferruccio Pergolesi | | Sindaco | [ 27 ] |
| 28 marzo 1945 | 12 dicembre 1945 | Gino Vinicio Gentili | | Sindaco | [ 27 ] |
| 13 dicembre 1945 | 5 aprile 1946 | Vincenzo Acqua | | Sindaco | [ 27 ] |
Sindaci dal 1946
| Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) [ 27 ] |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Nominativo | Partito | Partito | Partito | Partito | Mandato | Mandato | Elezione |
| Nominativo | Partito | Partito | Partito | Partito | Inizio | Fine | Elezione |
| Leonardo Volpini | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 6 aprile 1946 | 4 dicembre 1947 | Elezione 1946 |
| Ugo Muzio Montanari | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 5 dicembre 1947 | 31 marzo 1950 | Elezione 1946 |
| Nicola Schirinzi ( Commissario prefettizio ) | — | — | — | — | 1 aprile 1950 | 13 giugno 1951 | — |
| Vincenzo Acqua | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 14 giugno 1951 | 19 giugno 1956 | Elezione 1951 |
| Alessandro Niccoli | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 20 giugno 1956 | 27 dicembre 1964 | Elezione 1956 |
| Alessandro Niccoli | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 20 giugno 1956 | 27 dicembre 1964 | Elezione 1960 |
| Vincenzo Acqua | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 28 dicembre 1964 | 3 luglio 1970 | Elezione 1964 |
| Paolo Polenta | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 4 luglio 1970 | 14 luglio 1980 | Elezione 1970 |
| Paolo Polenta | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 4 luglio 1970 | 14 luglio 1980 | Elezione 1975 |
| Alberto Cartuccia | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 15 luglio 1980 | 19 giugno 1990 | Elezione 1980 |
| Alberto Cartuccia | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 15 luglio 1980 | 19 giugno 1990 | Elezione 1985 |
| Raimondo Orsetti | | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | Democrazia Cristiana | 20 giugno 1990 | 9 maggio 1995 | Elezione 1990 |
| Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai Cittadini (dal 1995) |
| Nominativo | Partito | Partito | Coalizione | Coalizione | Mandato | Mandato | Elezione |
| Nominativo | Partito | Partito | Coalizione | Coalizione | Inizio | Fine | Elezione |
| Alberto Niccoli | | Partito Popolare Italiano | | PDS - PPI -L. civiche | 25 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Elezione 1995 |
| Alberto Niccoli | | Partito Democratico della Sinistra | | PDS - PPI -L. civiche | 25 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Elezione 1995 |
| Dino Latini | | Su la Testa | | FI - AN -L. civiche | 14 giugno 1999 | 13 giugno 2004 | Elezione 1999 |
| Dino Latini | | Su la Testa | | DL - SDI -L. civiche | 14 giugno 2004 | 21 giugno 2009 | Elezione 2004 |
| Stefano Simoncini | | Su la Testa | | Liste civiche | 22 giugno 2009 | 8 giugno 2014 | Elezione 2009 |
| Simone Pugnaloni | | Partito Democratico | | PD - AET - UdC -L. civiche | 9 giugno 2014 | 9 giugno 2019 | Elezione 2014 |
| Simone Pugnaloni | | Partito Democratico | | PD- SI -L. civiche | 10 giugno 2019 | 23 giugno 2024 | Elezione 2019 |
| Francesco Pirani | | Fratelli d'Italia | | FdI -UdC-L. civiche | 24 giugno 2024 | 8 dicembre 2024 | Elezione 2024 |
| Grazia Branca ( Commissario prefettizio ) | — | — | — | — | 9 dicembre 2024 | 25 maggio 2025 | — |
| Michela Glorio | | Indipendente | | PD-L. civiche | 26 maggio 2025 | in carica | Elezione 2025 |
Gemellaggi
Sport
Atletica leggera
La principale società osimana di atletica è l'mwbliAtletica Osimo fondata nel 1964, gemellata con il Team Atletica Marche. L'Atletica Osimo organizza un trofeo nel settore della velocità e degli ostacoli denominato "Trofeo Marche 9,14".
Calcio
La principale squadra di calcio della città è l'mwblsU.S.D. Osimana, che vanta nella sua storia alcuni campionati di mwblwIV Serie, di mwbl0Serie D e sei stagioni consecutive in mwbl4Serie C2. La società giallorossa milita in mwbl8Eccellenza Marche.
Altre realtà calcistiche sono l'Osimo Stazione e la Passatempese, ambedue militanti in Promozione, che rappresentano le frazioni di mwbmeOsimo Stazione e mwbmiPassatempo, il San Biagio che rappresenta l'omonima frazione e che gioca in Seconda Categoria insieme all'Osimo e all'Osimo Five.
Calcio a 5
L'Osimo Five Calcio a 5 disputa il campionato di Serie C2. Altre squadre osimane di futsal sono il Casenuove, il San Biagio e la Polisportiva Futura Osimo Stazione, tutte militanti in serie D.
Ciclismo
Osimo, in tre occasioni, fu arrivo di tappa del mwbmcGiro d'Italia:
• il 2 giugno 1987 l'11ª tappa del mwbmoGiro d'Italia, partita da mwbmsGiulianova, si è conclusa ad Osimo con la vittoria di mwbmwRobert Forest
• il 23 maggio 1994 la 2ª tappa del mwbm4Giro d'Italia, la Bologna-Osimo, si è conclusa con l'ultima vittoria da professionista di mwbm8Moreno Argentin
• il 16 maggio 2018 l'11ª tappa del mwbneGiro d'Italia, partita da mwbniAssisi, si è conclusa ad Osimo con la vittoria di mwbnmSimon Yates
Anche la mwbnuTirreno-Adriatico ha fatto tappa ad Osimo tre volte:
• il 13 marzo 1989, con la 6ª tappa Grottammare-Osimo, vittoria di mwbngCharly Mottet
• il 17 marzo 1991, con la 5ª tappa Montegranaro-Osimo, vittoria di mwbnoGérard Rué
• l'11 marzo 2023, con la 6ª tappa Osimo Stazione-Osimo, vittoria di mwbnwPrimoz Roglic
Pallacanestro
Dagli ultimi anni del mwboeNovecento è sicuramente lo sport più seguito e più amato dai mwboiSenza Testa. Infatti, la mwbomRobur Basket Osimo vanta nel suo recente passato stagioni in serie A2. Nella stagione 2010-2011 milita in mwboqSerie A Dilettanti e nella stagione 2017-2018 in Serie C Silver Marche.
Pallavolo
La principale società osimana di pallavolo è la mwbocPallavolo Osimo a sua volta suddivisa nella società mwbogVolley Libertas per la pallavolo maschile e la mwbokVolley Young Osimo per la pallavolo femminile. Proveniente dalla Volley Libertas è mwbooLeandro Mosca, giocatore entrato a far parte della mwbosnazionale italiana di pallavolo nel 2021.
Skateboard
Pallanuoto
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwbqsmwbqwmwbq0Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbq4demo.istat.it, mwbq8ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwbrmmwbrqmwbruClassificazione sismica (mwbrymwbrcXLS), su mwbrgrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwbrwmwbr0mwbr4Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbr8mwbsaPDF), in mwbseciterefmwbsiLeggemwbsm mwbsq26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwbsuAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwbsy 151. mwbscURL consultato il 25 aprile 2012 mwbsg(archiviato dall'mwbskurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-alluvione-44. ↑ mwbs8Francesco Silenzi, mwbtamwbteLa grande alluvione a sud di Ancona del 16 Settembre, su mwbtiMeteoGiornale.it, 1º ottobre 2006. mwbtmURL consultato il 15 agosto 2025 mwbtq(archiviato dall'mwbtuurl originale il 25 maggio 2018). mwbtcmwbtgmwbtkRegione Marche. Dichiarazione dello stato di emergenza (mwbtomwbtsPDF), su mwbtwregione.marche.it, 26-9-2006. mwbt0URL consultato il 17-7-2018.
cite-note-55. ↑ Carlo Grillantini, mwbueStoria di Osimo, IV edizione, Osimo, 2006, p. 134.
cite-note-66. ↑ mwbuuGino Vinicio Gentili, mwbuyOsimo nell'antichità: i cimeli archeologici nella civica raccolta d'arte e il Lapidario del Comune, Casalecchio di Reno, Grafis edizioni, 1990, pp. 19-20.
cite-note-treccani-77. ↑ mwbwamwbwemwbwiEnciclopedia Treccani Online, su mwbwmtreccani.it.
cite-note-88. ↑ mwbwcmwbwgmwbwkBollettino delle leggi del Regno d'Italia, dalla Reale Stamperia. mwbwoURL consultato il 16 dicembre 2018.
cite-note-99. ↑ mwbw4mwbw8mwbxaPrima e dopo Osimo, su mwbxecoordinamentoadriatico.it. mwbxiURL consultato il 22 marzo 2025.
cite-note-1010. ↑ mwbxymwbxcmwbxgOsimo (Ancona) D.P.R. 08.06.2007 concessione di stemma e gonfalone, su mwbxkpresidenza.governo.it. mwbxoURL consultato il 28 settembre 2021.
cite-note-1212. ↑ Gabriele Petromilli, mwbyiI Templari della Marca Centrale. Storia, mito, iniziazione, Edizioni Aratron, 1983.
cite-note-1313. ↑ mwbyymwbycmwbygChiesa Templare San Filippo De' Plano - Osimo, su mwbykRiviera del Conero. mwbyoURL consultato il 15 agosto 2025 mwbys(mwbywarchiviato il 22 giugno 2024).
cite-note-1414. ↑ mwbzaGiuseppe Pitrè e Salvatore Salomone-Marino, mwbzemwbziArchivio per lo studio delle tradizioni popolari., vol.mwbzm 1, Forni, 1882, p.mwbzq 106.
cite-note-1515. ↑ Procopio, mwbzgDe Bello Gothico, libro VI, par. 27.
cite-note-1616. ↑ mwbzwmwbz0Analisi e proposta di adattamento del Mercato Coperto di Osimo (AN) mwbz4Archiviatomwbz8 il 31 marzo 2018 in mwbaaInternet Archivemwbae..
cite-note-1717. ↑ mwbayM. Luni, mwbacEnciclopedia dell'Arte Antica, 1996.
cite-note-1818. ↑ mwbasmwbawmwba0Storia e archeologia Osimo, su mwba4osimoturismo.it. mwba8URL consultato il 15 agosto 2025 mwbba(archiviato dall'mwbbeurl originale il 14 aprile 2018).
cite-note-1919. ↑ mwbbuCivica Scuola della Ceramica d'Arte Auximi della Marca: mwbbyI vasarij auximi della Marca.
cite-note-2020. ↑ Dati tratti da: mwbbomwbbsmwbbwmwbb0mwbb4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwbb8mwbcaPDF), su mwbceebiblio.istat.it, mwbciISTAT. mwbcmmwbcqmwbcumwbcyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwbccesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-2121. ↑ mwbcwmwbc0mwbc4Bilancio demografico popolazione straniera e popolazione residente straniera per sesso, su mwbc8demo.istat.it.
cite-note-2222. ↑ mwbdmmwbdqmwbduCos'è, quando e a chi viene conferito il Premio Nazionale "Renato Benedetto Fabrizi", su mwbdyanpiosimo.it. mwbdcURL consultato il 17 luglio 2018 mwbdg(archiviato dall'mwbdkurl originale il 28 maggio 2018).
cite-note-2323. ↑ mwbd0Redazione, mwbd4mwbd8Museo del Figurino Storico, su mwbeaMusei Italiani. mwbeeURL consultato il 6 maggio 2026.
cite-note-2424. ↑ mwbeuRedazione, mwbeymwbecMuseo della Banda di Osimo, su mwbegMusei Italiani. mwbekURL consultato il 6 maggio 2026.
cite-note-2525. ↑ mwbe0Redazione, mwbe4mwbe8Museo San Giuseppe da Copertino, su mwbfaMusei Italiani. mwbfeURL consultato il 6 maggio 2026.
cite-note-aci-2626. ↑ mwbfumwbfyAtlante cartografico dell'artigianato, vol.mwbfc 2, Roma, A.C.I., 1985, p.mwbfg 12.
cite-note-osimooggi-sindaci-273. mwbjwmwbj0mwbj4Ecco tutti i sindaci di Osimo, dal 1860 ad oggi, su mwbj8osimooggi.it.
cite-note-2828. ↑ mwbkmComune di Osimo, mwbkqmwbkuIl sindaco di Sòfia ad Osimo, ieri la firma del gemellaggio, su mwbkycomune.osimo.an.it, 7 agosto 2016. mwbkcURL consultato il 17 luglio 2018.
cite-note-2929. ↑ mwbksmwbkwmwbk0Comune di Osimo. Galleria fotografica inaugurazione Skate Park 30 maggio 2009, su mwbk4comune.osimo.an.it.
cite-note-3030. ↑ mwblimwblmmwblqVideo dell'inaugurazione, su mwbluosimoskatepark.it mwbly(archiviato dall'mwblcurl originale il 4 dicembre 2011).
cite-note-3131. ↑ mwblsBloggerG, mwblwmwbl0B M – Osimo conclude la stagione con la vittoria su Vicenza e il record storico di punti, su mwbl41x2pallanuoto.com. mwbl8URL consultato il 4 maggio 2026.
cite-note-3232. ↑ mwbmmRedazione, mwbmqmwbmuOsimo Pirates Pallanuoto, pronta la nuova sfida in Serie B: «Ogni stagione è una storia nuova», su mwbmyCorriere del Conero, 20 ottobre 2025. mwbmcURL consultato il 4 maggio 2026.
Bibliografia
• Circolo Fotografico "AVIS Mario Giacomelli", mwbmsOsimo. Obiettivi sulla città, Osimo, 2013.
• Giuseppe Colucci, mwbm0Della origine e delle antichità di Osimo e mwbm4Annali di Osimo, in mwbm8Antichità picene, Fermo, 1789-97.
• mwbnePompeo Compagnoni, mwbniMemorie historico-critiche..., Roma, 1782.
• Armando Duranti, mwbnqMai con Mussolini - Storia dell'antifascismo osimano 1920-1938, Osimo, ed. ANPI Osimo, 2004.
• Luciano Egidi (a cura di), mwbnyOsimo: arte, storia, tradizione. 6 itinerari turistici alla scoperta della città, Castelfidardo, Agenzia Nuovo Mondo, 2001.
• Ada Gabrielli Fiorenzi, mwbngTeatro La Nuova Fenice. Storia e cultura di una società, Osimo, Grafiche Scarponi, 1990.
• mwbnoGino Vinicio Gentili, mwbnsAuximum (Osimo): Regio V Picenum, Roma, Istituto di Studi Romani, 1955.
• mwbn0Gino Vinicio Gentili, mwbn4Osimo nell'antichità: i cimeli archeologici nella civica raccolta d'arte e il Lapidario del Comune, Casalecchio di Reno, Grafis edizioni, 1990.
• mwboaGino Vinicio Gentili, mwboeIl duomo di Osimo, Fondazione Don Carlo, 2001.
• Carlo Grillantini, mwbomStoria di Osimo, IV edizione, Osimo, 2006.
• Maurizio Landolfi, mwbouLa sezione archeologica del Museo Civico di Osimo, Osimo, Tipoluce, 2002.
• Cristiano Marchegiani, mwbocUna "città invisibile" nelle Marche del Grand Tour settecentesco. Osimo antiquaria e "pittoresca": scenari urbani e architettura more nobilium, prefazione ad Andrea Catena e Angelo Renna, mwbogL'architettura del palazzo ad Osimo nel Settecento, Osimo, Osimo Edizioni, 2009, pp.mwbok 9–15. mwbooTesto
• Fabio Mariano, mwbowOpere d'Arte nella Città di Osimo, Regione Marche/Comune di Osimo, Ancona, Aniballi Editore, 1999.
• Luigi Martorelli, mwbo4Memorie Historiche dell'Antichissima e Nobile Città d'Osimo, Venezia, 1705.
• Marina Massa - Ermanno Carnevali (a cura di), mwbpaOpere d'arte nella città di Osimo. Seconda parte, Urbania, Arti Grafiche Stibu, 2002.
• Massimo Morroni - Luciano Egidi, mwbpiDizionario Enciclopedico Osimano, Osimo, Tipografia Luce, 2001.
• Massimo Morroni, mwbpqUn secolo del Liceo "Campana" di Osimo, Osimo, 2004.
• Massimo Morroni, mwbpyOsimo libera (1943-1945) - La Resistenza e la lotta di Liberazione - I verbali del CNL, Osimo, ed. ANPI Osimo, 2004.
• Massimo Morroni, mwbpgL'Antenna racconta i suoi cinquant'anni (1956-2006), Osimo, 2006.
• Massimo Morroni, mwbpoI corsi d'acqua dell'Osimano, Osimo, 2010.
• Massimo Morroni, mwbpwLe "Pubille". L'Orfanotrofio femminile e l'Asilo "Montessori" di Osimo, Osimo, 2010.
• Massimo Morroni, mwbp4Osimo e l'Unità d'Italia, Osimo, 2011.
• Massimo Morroni, mwbqaLenco una storia osimana, Osimo, 2011.
• Massimo Morroni, mwbqiImmagini ed echi dalla storia di Osimo, Osimo, 2011.
• Massimo Morroni, mwbqq99 lapidi osimane, Osimo, 2012.
• Massimo Morroni, mwbqyChiese osimane, Osimo, 2012.
• Massimo Morroni, mwbqgPerché Osimo? Un toponimo insolito, ma non troppo, Osimo, 2012.
• Massimo Morroni, mwbqoOsimo durante la guerra gotica (538-553), Osimo, 2012.
• Antioco Onofri, mwbqwVetustissimae Auximatis Urbis breves notitiae, Macerata, 1682.
• Alberto Recanatini - Aldo Forlani, mwbq4La città segreta: ricerche di speleologia urbana nel sottosuolo di Osimo, Nuove Ricerche, 1998.
• Marcantonio Talleoni, mwbraIstoria dell'antichissima Città di Osimo di Marcantonio Talleoni Patrizio Osimano e Accademico della Crusca. Divisa in due Tomi. Opera postuma, Osimo, 1807.
• mwbriJan Władysław Woś, mwbrmUn diploma del re di Polonia Augusto II alla famiglia Pini di Osimo, “Studia Picena”, n. s., vol. 39 (1972), fasc. 1, pp.mwbrq 104–110.
Voci correlate
• mwbrgTrattato di Osimo
• mwbr4Dialetto osimano
• mwbsaRitratto di ignoto di Osimo
• mwbsiBeato Clemente
• mwbsqBorgo San Giacomo (Osimo)
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Osimo
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Osimo
Collegamenti esterni